Automedicazione: Emorroidi, disagi e sanguinamenti

Molto diffuse tra gli adulti e, in particolare, tra le donne in stato interessante, le emorroidi sono una conseguenza di stitichezza o cattiva alimentazione che determinano il dilatare delle vene della parte terminale dell’intestino provocando sempre dolore e, in non pochi casi, sanguinamento durante la defecazione.

Non infrequente il prolasso delle emorroidi, vale a dire la loro fuoriuscita in zona anale. «La gran parte dei casi di emorroidi», chiarisce il professor Govoni, docente di farmacologia all’Università di Pavia, «viene trattata con interventi dietetici e terapie locali. In primo luogo con la pulizia regolare e frequente della zona anale con sapone e acqua tiepida che riduce il disagio. Se l’irritazione perdura o è molto marcata si può ricorrere ad anestetici locali che vanno usati però con accortezza: soprattutto per periodi limitati di tempo in quanto possono originare irritazione ed eruzioni cutanee nella zona di applicazione ».

Errori alimentari

La stipsi (termine scientifico della stitichezza), non di rado è causa di emorroidi e va affrontata con un pizzico di saggezza. La difficoltà a evacuare, le defecazioni irregolari o poco frequenti, con conseguente disidratazione e indurimento delle feci, sono facilmente la conseguenza di abitudini alimentari sbagliate. In parte possiamo addebitarle a cibi sempre più poveri di scorie e di fibre, per cui quasi tutto quel che ingeriamo viene assorbito e la massa fecale è di conseguenza scarsa, ma quasi sempre dovremmo farci carico di sregolatezze alimentari (anche negli orari di assunzione del cibo, per non dire della voracità e della scarsa masticazione), senza dimenticare l’uso eccessivo di spezie o cibi piccanti. Se aggiungete la sedentarietà che riduce la tonicità degli addominali e genera la cosiddetta “pigrizia intestinale” il quadro è completo.

Trattamento

Sono in commercio antinfiammatori per le fasi acute, che si assumono per bocca, mentre altri, più comuni, sono per uso locale, acquistabili senza ricetta. Creme, pomate, unguenti, schiume hanno un’azione lubrificante e protettiva sulle strutture della regione anale e un effetto sui sintomi nel breve periodo. «Gli anestetici locali», prosegue Govoni, «sono chiamati a controllare il dolore e il prurito. Va detto che i farmaci per uso locale agiscono sui sintomi delle emorroidi ma non arrestano la progressione della malattia se non si interviene sugli altri fattori che la determinano». Come sempre in tutti i trattamenti “fai da te”, è bene ricorrere al consiglio del farmacista.

Consigli utili

Può far bene l’igiene intima, con lavaggi tiepidi 3-4 volte al giorno e comunque dopo ogni defecazione, con acqua resa sterile con prodotti specifici. Meglio ancora i semicupi, un tempo ricorrenti, ossia bagni effettuati immergendo la zona in acqua tiepida per almeno un quarto d’ora. Seguire una dieta ricca di frutta, verdura e latte.

È controindicato

Vanno evitati i cibi piccanti o speziati, così come i superalcolici. Occorre cautela anche per alcuni vini, in base all’esperienza personale, in quanto possono irritare le vene dell’ultimo intestino, favorendone la dilatazione. Mai tentare di ridurre da sé le emorroidi esterne, fareste dei danni; evitate di irritare l’ano con sfregamenti troppo vigorosi; non impiegate mai carta igienica ruvida, colorata o profumata.

Per approfondimenti vi consigliamo di visitare: http://consiglibenessere.org

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